LA COPPA ITALIA È ROSSONERA: IL LANCIANO CONQUISTA IL SECONDO TITOLO STAGIONALE

I frentani superano il San Gregorio ai calci di rigore e conquistano la Coppa Italia

Il Lanciano non perde un colpo e fa sua la Coppa Italia di Promozione dopo un duello di oltre 120 minuti con il San Gregorio, compagine ben messa in campo capace di dare filo da torcere ai frentani per larghi tratti del match. Rossoneri ancora incerottati e accompagnati dalle pesanti assenze di Petrone, Verna e Sardella, con La Selva e Quintiliani recuperati ma a mezzo servizio insieme all'acciaccato Cianci. Mister Del Grosso decide di schierare i suoi ragazzi con un atipico 3-5-2, rivoluzionando l'usuale 4-3-3 ormai marchio di fabbrica dei rossoneri da due anni a questa parte. In porta c'è Di Vincenzo, difeso dal terzetto difensivo formato da Giancristofaro, Scudieri e Natalini. In cabina di regia il giovane prodotto del vivaio Denis Zela, affiancato dai veterani Avantaggiato e Quintiliani. Sulle fasce Boccanera e De Santis accompagnano la manovra offensiva del rientrante La Selva affiancato da capitan Di Gennaro.

Avvio in sordina per i rossoneri, che si fanno vedere per la prima volta dopo una decina di minuti con un destro di Boccanera che scivola a lato. Al 26' il San Gregorio si affaccia nei pressi dell'area frentana, ma il tiro di Lenart non crea grattacapi a Di Vincenzo. Alla mezzora la botta di Di Gennaro da venti metri viene deviata in angolo dall'estremo difensore Di Casimiro. Sul finale di prima frazione ci prova timidamente la squadra nerazzurra in due occasioni, ma i tentativi di Fabi e Gizzi non sono fonti di pericolo per i frentani.

La ripresa si apre con l'assolo di Lenart smanacciato in angolo da Di Vincenzo. Al 19' è La Selva a sfiorare la rete con una punizione che lambisce l'incrocio dei pali da trenta metri. Cinque minuti più tardi Di Casimiro si supera sul tentativo di testa da distanza ravvicinata di Natalini sugli sviluppi di un corner. Attorno alla mezzora il sinistro masticato di Cianci viene respinto sulla linea dalla retroguardia aquilana, che si ripete pochi minuti più tardi su La Selva prima e su Cianci poi. Allo scadere capitan Di Gennaro viene agganciato in maniera sospetta a ridosso dell'area piccola, ma il direttore di gara reputa regolare l'intervento e ravvisa il fallo di mano successivo al contatto del centravanti frentano. I tempi regolamentari si chiudono con la grande chance di De Santis deviata in angolo a ridosso della porta da Valente.

I supplementari non regalano grossi sussulti: entrambe le squadre patiscono la stanchezza di 90 minuti di grande intensità. Le uniche due opportunità sono di marca rossonera, ma sia Cianci che La Selva non hanno la lucidità necessaria per centrare il bersaglio grosso.

La lotteria dei rigori inizia nel peggiore dei modi per i frentani, con il sinistro out di Quintiliani al primo tentativo. La parata di Di Vincenzo sulla risposta nerazzurra lancia i rossoneri che vanno a segno per le successive quattro volte con La Selva, Avantaggiato, Di Gennaro ed il centrale difensivo Scudieri che, di fatto, metterà la firma più pesante sulla conquista della Coppa Italia.

Tre trofei in due anni per un Lanciano che fa sua la Coppa Italia dopo aver matematicamente conquistato l'Eccellenza. Il regalo più bello per i 500 tifosi che hanno spinto per più di 120 minuti i rossoneri alla vittoria. La ciliegina sulla torta? Il titolo di capocannoniere della competizione conquistato da Andrea La Selva con cinque reti, marcato a vista dal compagno di reparto Sardella, secondo con quattro centri all'attivo.